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Varianti SARS-CoV-2: da Alfa a Delta, e poi?

Il virus SARS-CoV-2, come la famiglia Coronavirus cui appartiene, è un virus particolarmente predisposto alle mutazioni. Nei virus la mutazione è un fenomeno naturale e previsto. Ciò nonostante è importante studiare e monitorare le mutazioni virali, perché talvolta possono alterare le caratteristiche del virus stesso, conferendogli ad esempio maggiori trasmissibilità, aggressività, capacità di suscitare forme severe di malattia o di superare l’immunità acquisita da un individuo grazie alla vaccinazione o alla pregressa infezione.

A giugno di quest’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deliberato di nominare le varianti del SARS-CoV-2 utilizzando le lettere dell’alfabeto greco, ed attualmente le varianti che sono denominate secondo la nuova nomenclatura sono otto: Alfa, Beta, Gamma, Delta, Epsilon, Eta, Kappa, Lambda.

Le varianti preoccupanti VOC

In queste varianti, definite VOC (Variants of Concern, traducendo: varianti che destano preoccupazione), il virus presenta delle mutazioni della proteina spike, quella che permette al SARS-CoV-2 di attaccarsi alle cellule.

Attualmente le varianti che l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ritiene preoccupanti e più pericolose sono quattro: Alpha (inglese), Beta (sudafricana), Gamma (brasiliana) e Delta (indiana). Tutte e quattro le varianti hanno mostrato una maggior trasmissibilità rispetto al ceppo originario.

Ad oggi, la variante dominante in Italia è ancora la Alpha (con il 37% di trasmissibilità in più rispetto ai ceppi non varianti), isolata per la prima volta nel Regno Unito nel settembre 2020. Questa variante è associata a un maggior rischio di ospedalizzazione per COVID-19. Velocemente, come è successo nel Regno Unito, si pensa che verrà soppiantata dalla Delta.

L’OMS sta monitorando la variante Delta in tutto il mondo, e ad oggi è già stata rilevata in 96 Paesi, risulta più infettiva e si ritiene causi più ospedalizzazioni rispetto ai ceppi precedenti. La variante Delta si diffonde più rapidamente da una persona all’altra con una trasmissibilità superiore del 40-60% rispetto alla variante Alpha.

L’ECDC prevede che il tasso delle nuove infezioni da SARS-CoV-2 nell’Unione Europea sarà dovuto proprio alla variante Delta, per il 70% entro l’inizio di agosto, ed entro la fine di agosto per il 90%.

In Italia, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto di seguire con la massima attenzione questa variante, perché la variante Delta circola anche nel nostro paese: ad oggi, infatti, la sua prevalenza in Italia è stata stimata del 22,7% ed è stata identificata in 16 fra Regioni e Province Autonome.

I vaccini esistenti sono dichiarati efficaci contro la variante Delta, ma solo dopo il completamento dei richiami previsti dal tipo di vaccino.

La variante Delta Plus può essere una VOC

La variante Delta Plus differisce solo leggermente dalla variante Delta, è la più recente variante scoperta di Coronavirus ed è apparsa nei database globali dopo la metà dello scorso marzo. Si è già diffusa in una decina di Paesi, tra cui India, Stati Uniti e, in Europa, nel Regno Unito: ad aprile erano già stati rilevati 26 casi nel Regno Unito, che ha vietato i viaggi internazionali dal 4 giugno. Tuttavia, si ritiene che questa variante abbia iniziato a circolare nel Regno Unito attraverso la trasmissione comunitaria, in quanto diversi pazienti contagiati dalla Delta Plus non avevano fatto viaggi recenti né avevano avuto contatti con viaggiatori.

Gli scienziati la stanno studiando per scoprire se sia più pericolosa della precedente variante Delta, che ha già ucciso centinaia di migliaia di persone in India e sta rapidamente diventando la variante dominante in tutto il mondo.

Non è ancora chiaro se la variante Delta Plus risponda completamente ai criteri previsti per la designazione di VOC. Il ministero della salute indiano l’ha definita il 22 giugno una variante preoccupante (VOC), riferendosi alla sua apparente maggiore trasmissibilità, alla capacità di legarsi più efficacemente ai recettori delle cellule dei polmoni ed al maggior potenziale di raggirare la risposta immunitaria. Ma immunologi ed esperti in malattie infettive presso l’Università di Cambridge ritengono che l’India l’abbia classificata come VOC più in via precauzionale che sulla base di dati concreti.

Situazioni a rischio

Viaggi premio per la maturità: si sono registrati dei cluster di positività fra studenti che hanno festeggiato il superamento degli esami di maturità con viaggi di classe all’isola di Ios in Grecia, a Barcellona in Spagna, in Croazia, con conseguente isolamento e accertamenti previsti.

Europei di calcio: l’ECDC ha monitorato giornalmente l’effetto del torneo itinerante degli Europei di calcio. I focolai più importanti si sono registrati in Scozia (quasi 2000 contagi) e Finlandia (quasi 500). Trascorse due settimane si avranno i dati definitivi dell’effetto “Europei” sui contagi.

Torneo di Wimbledon: a seguito di contatti con un positivo al Coronavirus, la numero 31 del mondo, Johanna Konta, non ha potuto gareggiare al prestigioso torneo di Wimbledon.

Olimpiadi di Tokyo: non sono ancora iniziate, e già si registrano 15 contagi da SARS-CoV-2 tra gli addetti per i Giochi. Il Governo di Tokyo ha dichiarato lo stato d’emergenza per la pandemia Covid, che rimarrà in vigore in città per tutta la durata delle Olimpiadi, che si svolgeranno dunque senza spettatori.

Vacanze estive: ogni allentamento delle misure di prevenzione durante i mesi estivi senza un controbilanciamento dovuto al contemporaneo aumento dei livelli di vaccinazioni complete nella popolazione, potrebbe portare ad un repentino e significativo aumento dei casi Covid-19 in tutte le fasce d’età, specialmente quelle al di sotto dei 50 anni, con un incremento associato dei ricoveri e dei decessi.

Il direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza invita a vaccinare, tracciare a sequenziare, mentre il ministro della salute Roberto Speranza non nasconde la sua preoccupazione per il rischio di nuovi contagi spinti dalla variante Delta, e richiama a comportamenti responsabili. Inoltre ha annunciato che cambieranno le modalità per decidere le restrizioni: primo indicatore sarà quello dei ricoveri (tasso di ospedalizzazione), e solo dopo verrà quello dell’incidenza, ma con un numero minimo di tamponi effettuati.

Comportamenti responsabili a fronte di una pandemia tutt’altro che finita

Il Comitato di emergenza dell’OMS ha messo in guardia contro l’ “alta probabilità” dell’emergere e del diffondersi di nuove preoccupanti varianti del Coronavirus, forse più pericolose e anche più difficili da controllare, rispetto a quelle già elencate dall’agenzia delle Nazioni Unite.

Per massima cautela, l’OMS raccomanda ai soggetti completamente vaccinati di continuare a proteggersi, indossando la mascherina e rispettando le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale, al fine di evitare di entrare a far parte di una catena di contagi.

È necessario quindi continuare a vaccinare, raggiungendo anche i soggetti che non si sono ancora vaccinati e che magari appartengono alle fasce di età più a rischio. Per tutti i soggetti è fondamentale completare il ciclo vaccinale per quei vaccini che richiedono due dosi (Pfizer/BioNTech, Moderna, Vaxzevria/AstraZeneca), laddove previsto e salvo diverse indicazioni ricevute dalle autorità sanitarie.

Tutti i vaccini disponibili offrono una protezione significativa contro le forme gravi di COVID-19 e la riduzione della circolazione del virus ottenuta con il ciclo vaccinale completo permette anche di limitare la probabilità che il virus muti e produca varianti preoccupanti VOC.

Ai fini sanitari, purtroppo, l’estate favorisce la vita di aggregazione sociale soprattutto all’aperto, dove il rischio di contagio è nettamente inferiore, col conseguente allentamento delle misure “restrittive”. Tuttavia le autorità sanitarie rimarcano che la pandemia è ancora in corso, e, sebbene i vaccini stiano contribuendo in maniera decisiva al suo contenimento, è importante non abbassare la guardia e continuare ad adottare tutte le misure di prevenzione che sono da tutti conosciute, ma altrettanto trascurate:

  • indossare la mascherina coprendo naso e bocca nei luoghi chiusi e all’aperto dove necessario (per esempio nelle strutture sanitarie, e in ogni caso di affollamento):
  • lavare bene e spesso le mani;
  • mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone;
  • far circolare l’aria nei luoghi chiusi.

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