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L’importanza dell‘emolisi

L'importanza dell'emolisi

L’importanza dell’emolisi deve essere conosciuta nei suoi aspetti di dettaglio, in quanto, come ampiamente descritto in letteratura, l’emolisi in vitro è  la principale causa di non idoneità dei campioni per pazienti ambulatoriali e degenti, siano essi in routine o in urgenza.

In particolare, le Raccomandazioni di consenso SIBioC-SIMeL per la rilevazione e gestione dei campioni emolisati e utilizzo dell’indice di emolisi (Biochimica Clinica, 2011), riportano che

gli errori preanalitici rappresentano oggi quasi il 70% degli errori riscontrabili nell’ambito del processo diagnostico e possono frequentemente tradursi in esami inattendibili che possono mettere a rischio la salute dei pazienti. I problemi più comuni sono imputabili a procedure inadeguate per la raccolta, gestione e conservazione del campione. I campioni emolisati sono piuttosto frequenti, con una prevalenza che approssima il 3% di tutti i campioni di routine ricevuti e rappresenta il 40%-70% di tutte le non conformità dei campioni (quasi 5 volte maggiore della seconda causa di non idoneità).”

Effetti dell’emolisi

L‘emolisi si verifica quando la membrana cellulare degli eritrociti è distrutta, determinando così il passaggio dei componenti cellulari eritrocitari nel siero o nel plasma.

 

Lisi ematicaL‘emolisi ha un triplo effetto:

  1. il rilascio dei componenti intracellulari modifica la concentrazione serica o plasmatica, come descritto sopra;
  2. la colorazione rossa causata dall‘emoglobina interferisce con le misurazioni fotometriche;
  3. le sostanze intracellulari possono influenzare le reazioni chimiche che avvengono durante le analisi.

Anche un‘emolisi molto scarsa può causare l‘aumento dei valori serici o plasmatici di quei parametri la cui concentrazione all‘interno dell‘eritrocita differisce molto da quella nel siero. Lo stesso articolo sopra citato riporta la seguente tabella per illustrare gli effetti dell’emolisi sugli esami di laboratorio:

 

Interferenza dell'emolisi sugli esami di laboratorio

In genere l’emolisi risulta visivamente evidente quando la concentrazione di emoglobina libera supera 0,30 g/L (18,8 mmol/L), conferendo quindi al campione di plasma/siero dopo la centrifugazione un colore dal rosato al rosa al rosso. L’immagine di seguito riportata, tratta dal lavoro di Lippi et al. citato, illustra chiaramente le risultanze di diversi gradi di emolisi.

Scala di emolisi nei campioni biologici.

Gli errori preanalitici che generano emolisi

I seguenti errori determinano emolisi e vanno assolutamente evitati:

  • Laccio emostatico troppo stretto.
  • Ago di diametro troppo stretto.
  • Aspirazione di liquido tissutale dopo la puntura venosa.
  • Trasferimento del sangue in altri contenitori mediante una siringa.
  • Agitazione del campione invece di una miscelazione delicata per inversione.
  • Separazione delle cellule dal siero o dal plasma eseguita dopo più di 3 ore.
  • Centrifugazione troppo lunga o a velocità troppo elevata.
  • Esposizione a temperature troppo elevate o troppo basse, ad esempio durante il trasporto o a causa del contatto dei campioni con elementi refrigeranti.

Prevenzione dell’emolisi

Proprio per l’importanza dell’emolisi sulle conseguenze analitiche, la linea di provette sottovuoto VACUSERA® assicura un’aspirazione dolce, che evita il moto vorticoso del sangue durante il prelievo. Un’aspirazione dolce del campione previene la lisi ematica dovuta alle turbolenze del flusso generate da un vuoto molto spinto.

In particolare, la provetta per glucosio VACUSERA® risulta più efficace nel ridurre l’emolisi rispetto ad altre provette per glucosio del mercato. Questa caratteristica la rende particolarmente interessante proprio per gli effetti dell’emolisi sui risultati del glucosio.

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