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Il virus cattivone: i bambini nel mezzo della pandemia Covid

Negli adulti la pandemia da Covid 19, oltre al maggior rischio di contagio, ha causato una serie di problemi della sfera psicologica, dalla Covid fatigue  alla nebbia cognitiva.

Nei bambini l’isolamento e le restrizioni imposte dai lockdown hanno causato un vissuto destabilizzante, caratterizzato da una serie di cambiamenti nella loro routine giornaliera e nelle abitudini della vita quotidiana, ed annullando i ritmi di vita consueti e le relazioni abituali, costringendoli a creare una nuova quotidianità più limitante con l’incertezza dell’ “Andrà tutto bene”.

Come gli adulti, anche i bambini si sono sentiti prigionieri fra le mura di casa, con la necessità di reprimere il connaturato desiderio di movimento, di guardare il mondo intorno e di fare scoperte quotidiane. I bambini sono stati costretti alla stressante ripetitività degli stessi giochi “da casa”, a vivere gli stessi spazi, spesso sovraffollati, purtroppo a fare anche indigestione degli stessi programmi alla tv, con un senso di vuoto, di noia, di disinteresse a tutto. Il bisogno di scaricare la loro energia vitale ha prodotto maggior tensione, irritabilità, con frequenti risvegli notturni o difficoltà di addormentamento, frenesia, difficoltà di attenzione e concentrazione.

D’altro canto, il progressivo ritorno alla normalità ha presentato ai bambini, specialmente i più piccoli, la nuova sfida del reinserimento e della risocializzazione, con il senso di perdita delle sicurezze domestiche e degli affetti, con la possibilità di ritrovarsi in luoghi e con persone che generano nuova diffidenza.

I bambini si ammalano di Covid?

A giugno 2020 Nature Medicine ha pubblicato la ricerca Age-dependent effects in the transmission and control of COVID-19 epidemics, che sottolinea come i bambini e i giovani sotto i 20 anni, oltre ad essere molto spesso asintomatici, abbiano una suscettibilità all’infezione pari a circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni.

L’evidenza che in età pediatrica il SARS-CoV-2 non produca generalmente gravi conseguenze sembra dipendere in primo luogo dai diversi livelli del recettore ACE-2 con cui si lega la proteina virale Spike, legame che consente al virus di entrare nelle cellule dell’ospite. Questi livelli diminuiscono con l’avanzare dell’età e in presenza di comorbilità come ipertensione e diabete. Gli alti livelli di attività ACE-2 in età pediatrica sembra che svolgano un ruolo protettivo nei confronti del virus, con effetti meno gravi rispetto agli anziani. In secondo luogo, i bambini subiscono l’esposizione ad altri virus respiratori come il virus respiratorio sinciziale e i virus dell’influenza A e B, con conseguente aumento dei livelli plasmatici di anticorpi che potrebbero quindi fornire una protezione crociata.

I bambini in sicurezza: la mascherina

Le mascherine non sono obbligatorie per i bambini al di sotto dei 6 anni e per i bambini con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e i soggetti che interagiscono con loro. Permane, invece, la necessità di indossare le mascherine nei locali scolastici delle scuole primarie e secondarie di I e II grado.

La Società italiana di Pediatria (Sip) ha precisato che “i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia”, e che “la mascherina previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la trasmissione del coronavirus tra asintomatici”, smentendo una serie di fake news che tendono a sconsigliarne l’uso.

Il Comitato Tecnico Scientifico, anche in queste fasi di aperture delle attività sociali, suggerisce di continuare ad attenersi ai Protocolli di sicurezza già approvati, sottolineando che le scuole dovranno continuare ad applicare le disposizioni attualmente in vigore in merito all’impiego delle mascherine chirurgiche da parte degli studenti, al mantenimento del distanziamento sociale, alla aerazione degli ambienti e all’igiene delle mani. Questo varrà anche per l’organizzazione dei momenti di aggregazione che si stanno allestendo al termine delle attività scolastiche per il periodo estivo (oratori, CRE, campus, ecc.).

Questa necessità è stata ribadita, nell’incontro Global health summit che si è tenuto il 21 maggio 2021 a Roma con il presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, dal premier Mario Draghi, che ha raccomandato di continuare a usare la mascherina, mantenendo tutti quei comportamenti essenziali per evitare il ripetersi di fenomeni contagiosi in maniera esplosiva, e cioè: mascherina, distanziamento, sistemi di aerazione, insomma tutte le linee guida e i protocolli già stabiliti.

La nostra proposta

Interconsult s.r.l. nella sua Linea Dispositivi Anti Virus presenta la Mascherina Chirurgica Pediatrica 3 veli Tipo IIR – M-KIDe, particolarmente adatto per lo screening ripetuto di individui asintomatici, come i bambini in ambito scolastico, il Test rapido salivare antigene pen Covid 19, l’unico test del “lecca-lecca”, studiato per la rilevazione diretta e qualitativa degli antigeni di nucleoproteina virale SARS-CoV-2 da un campione di saliva. Le modalità di prelievo sono semplici, non invasive e non creano sensazioni spiacevoli, non richiedono la collaborazione di personale sanitario e lo rendono specialmente adatto ad essere gestito direttamente e personalmente dai bambini.

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