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Green Pass è obbligo per i lavoratori dal 15 ottobre

Dal 15 ottobre 2021 il Green Pass diventa obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici o privati per accedere ai luoghi di lavoro. Il DPCM 17 giugno 2021 regolamenta le modalità operative per lo svolgimento dell’operazione di verifica del Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro. Il periodo di applicazione va dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021.

Cos’è il Green Pass

Il Green Pass, o Certificazione verde COVID-19, è la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione, o la guarigione dal Covid-19, o l’esito negativo di un tampone nelle ultime 48 ore. La Certificazione verde viene generata in automatico e messa a disposizione gratuitamente nei seguenti casi: aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da almeno 15 giorni; oppure, aver completato il ciclo vaccinale; oppure, essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti; oppure essere guariti dal Covid-19 nei sei mesi precedenti. Leggi anche … E tornare a viaggiare…. col green pass si può.

I soggetti a cui si applica

La Certificazione Verde spetta ai cittadini di età superiore ai 12 anni che rientrino in una delle 3 categorie: aver ricevuto il vaccino contro il Coronavirus; o risultare negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore; o essere guariti dalla Covid-19 negli ultimi sei mesi.

Chiunque svolga un’attività lavorativa, di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni, presso un luogo di lavoro pubblico o privato è obbligato a possedere e ad esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19. L’obbligo si applica anche ai soggetti che occasionalmente accedono al luogo di lavoro pubblico o privato per servizi di consegna o fornitura.

I soggetti esclusi

Sono esclusi dall’obbligo di Green Pass i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute n. 13 del 4 agosto 2021.

I soggetti in possesso dell’esenzione non dovranno esibire il Green Pass e quindi nemmeno sottoporsi a tampone, purché esibiscano il certificato di esenzione. La certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti SARS-COV-2 deve essere rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea.

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro a partire dal 15 ottobre 2021 ha l’obbligo di predisporre ed applicare una procedura di verifica del possesso del Green Pass da parte dei lavoratori. Infatti l’obbligo di verifica del possesso di Green Pass è posto in capo al datore di lavoro del personale dipendente, e dei soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi indicati dalla normativa (anche sulla base di contratti esterni), anche per prestazioni brevi, e vale anche per i lavoratori stranieri.

Oltre alla verifica del Certificato Verde il datore di lavoro dovrà verificare il possesso anche di un certificato di esenzione oppure di un documento equipollente al certificato verde emesso da stati terzi per i soggetti detentori di tali attestazioni.

Per queste due tipologie di documenti la verifica andrà effettuata manualmente sulla documentazione e non potrà essere utilizzata l’App VerificaC19. In particolare la circolare del Ministero della Salute ha esteso la validità dei certificati di esenzione in formato cartaceo sino al 30 novembre 2021.

Tamponi e Green Pass

Particolare attenzione è posta sui tamponi, indispensabili per avere il Green Pass senza aver ricevuto il vaccino. Il Green Pass può essere rilasciato in caso di negatività ad un tampone eseguito 48 ore prima, ed è in discussione l’estensione della durata a 72 ore.

Il decreto Green Pass prevede tamponi Covid gratis per i soggetti fragili che non possono vaccinarsi e prezzi dei tamponi calmierati per gli altri cittadini.

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