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Dopo il vaccino ancora prudenza e prevenzione e contenimento

Rinomati virologi, oltre all’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ed agli studi in corso da parte di ECDC (European Centre for Infections Control) sul monitoraggio della durata e delle caratteristiche dell’immunità a seguito di un’infezione naturale da Coronavirus o dopo la relativa vaccinazione, stanno allertando la popolazione sulla necessità di mantenere alta la prevenzione anche dopo il vaccino contro il SARS-CoV-2. E quindi non è ancora il caso di abbassare la guardia o la mascherina, o di rinunciare alle prescrizioni di sicurezza relative al lavaggio frequente delle amni e ad evitare assembramenti. Gli studi aperti, infatti, non sono ancora in grado di valutare correttamente l’impatto di una precedente infezione da Coronavirus sul rischio di trasmissione virale fra individui, mentre sembra che l’infezione da SARS-CoV-2 non fornisca agli individui affetti un’immunità “sterilizzante” e risulterebbe che alcuni soggetti che vengono reinfettati potrebbero risultare “contagiosi”.

Il rischio è maggiormente presente nei soggetti dopo i 65 anni di età, che possono ricorrere più frequentemente all’ospedalizzazione. E quindi è obbligatorio mantenere alcune misure di contenimento, specialmente in ambiente familiare, dove spesso si è a stretto contatto con i soggetti fragili non tutti ancora vaccinati.

Il VERO ed il FALSO sul “DOPO VACCINAZIONE”

L’opinione pubblica nell’ultimo anno e mezzo ha riempito le testate dei giornali, dei talk televisivi e dei social sull’argomento virus e vaccini, esprimendo teorie scientificamente provate, ma anche una serie di fake news.

Quindi è FALSO che dopo la vaccinazione si potrà finalmente evitare di indossare la mascherina, di lavare frequentemente le mani, e ci si potrà incontrare con parenti e amici in totale libertà.

Mentre è VERO che anche dopo aver completato il ciclo di vaccinazione bisognerà continuare a rispettare le misure di protezione nei confronti degli altri, come indossare la mascherina, mantenere il distanziamento sociale ed effettuare il lavaggio accurato delle mani. Queste prescrizioni permarranno fino a che i dati sull’immunizzazione non mostreranno con certezza che, oltre a proteggere i soggetti vaccinati, il vaccino impedisce anche la trasmissione del virus ad altri.

È anche FALSO che la vaccinazione rende immediatamente protetti dalla malattia.

Mentre è VERO che l’azione dei vaccini richiede un certo periodo di tempo per completarsi pienamente e fornire la giusta protezione nei confronti del virus.

Ad esempio, dagli studi clinici per il vaccino anti-COVID-19 Comirnaty (Pfizer-BioNTech), che prevede due dosi somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra, risulta che l’efficacia protettiva raggiunge il 95% dopo una settimana dall’inoculazione della seconda dose negli adulti dai 16 anni in poi, con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnia. Mentre già dopo circa 7-14 giorni dalla somministrazione della prima dose il soggetto inizia a sviluppare una certa protezione dal virus, protezione che la seconda dose, effettuata dopo 21 giorni dalla prima, rinforza e rende più prolungata ed efficace.

Non ripetiamo gli errori comportamentali dell’estate 2020

Vaccinarsi non vuol dire togliere definitivamente la mascherina e non mantenere il distanziamento: finché non si raggiungerà circa il 70% della popolazione vaccinata, togliere le mascherine significa vanificare l’effetto del vaccino. E nel nostro Paese il traguardo dell’immunità di gregge è ancora lontano.

È fondamentale evitare che si ripeta quello che è avvenuto nella scorsa estate 2020, quando il virus circolava meno, ma la mancanza di tracciamento e di contenimento adeguati aveva fatto risalire la curva dell’epidemia. L’aumento degli spostamenti durante l’estate e la ridotta adesione alle distanze sociali dopo il programma di vaccinazione può dare alle persone un falso senso di sicurezza.

Cosa fare per aumentare l’efficacia del vaccino

È opportuno chiarire che la vaccinazione riduce notevolmente il rischio di ammalarsi di Covid-19, ma non garantisce di non infettarsi, né di non poter trasmettere l’infezione. Se i soggetti vaccinati non indossano la mascherina, hanno comunque la probabilità di infettarsi, anche se senza conseguenze, e, purtroppo, di trasmettere l’infezione. Il virus potrebbe infatti attecchire nel naso di una persona immunizzata: in questo caso il sistema immunitario stimolato dal vaccino proteggerà il soggetto, impedendo al virus di entrare in profondità. Tuttavia il virus fissato nel naso potrebbe diffondersi e causare la malattia a chi non è ancora stato vaccinato.

Anche dopo la vaccinazione è importante continuare a prestare attenzione alle regole di prevenzione anti-COVID-19: utilizzo della mascherina, distanziamento fisico, lavaggio frequente delle mani e areazione dei locali. Il contributo di tutti con gesti che sono ormai entrati nella nostra quotidianità può migliorare la lotta al virus.

È corretto anche continuare a fare i test, soprattutto considerando la circolazione delle numerose varianti e il fatto che alcuni vaccini non sono in grado di contrastarle completamente. In alcune situazioni, tamponi e quarantena per i viaggi possono essere derogati o adeguati solo per le persone completamente vaccinate. Le istituzioni sanitarie possono considerare di esentare individui completamente vaccinati dalla ripetizione dei test in contesti professionali e in altri contesti comunitari.

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